Nota Biografica

Paola Caenazzo, nata a Perugia (03/12/1952) ma di origini veneziane, è vissuta a Treviso, a Padova e a Firenze dove si è laureata in Filosofia.

Nel 1979 si è trasferita in Grecia dove ha lavorato come lettrice d’Italiano presso l’Università di Atene e come traduttrice. Cofondatrice dell’atelier di pittura To Simeio (Il Punto) di Atene, è stata allieva del pittore Iorgos Rorris.

Attualmente vive fra Padova ed Atene.

Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.

Mostre Personali

2018 Padova-Atene andata e ritorno. Identità in movimento

Scuderie di Palazzo Moroni, Padova

2015  Ritratti-Passaggi-Riflessioni

         Galleria La Teca, Padova

Ritratti – Passaggi – Riflessioni, Catalogo della mostra personale tenuta a Padova presso la Galleria La Teca, 7 marzo – 31 marzo 2015

Mostre Collettive

2018  Rassegna finalisti della XXXV Edizione Premio Firenze, Sez. Arti Visive,

Palazzo Bastogi, Firenze

2017  Rassegna finalisti del Premio Arte Laguna,

          Nappe Arsenale Nuovissimo, Venezia

2016  Artisti Italiani Contemporanei a Stoccarda,

Municipio di Stoccarda, Germania

2016  Sesta Rassegna di Arte Contemporanea,

Ca’ Dei Carraresi, Treviso

2016  Mediolanum Art Gallery,

Padova

2016  Artisti Italiani Contemporanei a Buenos Aires,

Istituto Italiano di Cultura, Buenos Aires

2015  Artisti Italiani a Helsinki,

Biblioteca di Vallila, Helsinki, Finlandia

2015  Artisti Italiani a Stoccolma,

Biblioteca Alviks, Stoccolma, Svezia

2015  Fiera Arte Padova

2015  La Fabbrica Pensante,

Expo Milano

Pubblicazioni

– Padova-Atene andata e ritorno. Identità in movimento, Catalogo della mostra personale tenuta a Padova presso le Scuderie di Palazzo Moroni, 8 marzo –  28 aprile 2018

– XXXV Premio Firenze, Catalogo sezione Arti Visive, Firenze, dicembre 2017

– Arte Laguna Prize 16.17, Catalogo della mostra collettiva dei finalisti, Venezia, 2017

– Catalogo dell’Arte Moderna,  numero 52, editoriale Giorgio Mondadori, 2016

– ArtGermany 2016 Stuttgart, editoriale Giorgio Mondadori, 2016

– Buenos Aires Art, editoriale Giorgio Mondadori, 2016

– 22cm d’arte, La Fabbrica Pensante, Expo Milano, Catalogo Giorgio Mondadori,       2015

ScandinaviArt, editoriale Giorgio Mondadori, 2015

– Archivio, Mensile d’Arte, marzo 2015, p. 26

Ritratti e passaggi di Paola Caenazzo, recensione di Sergia Jessi, Corriere del Veneto, 19/03/2015, p. 13

– Padova e il suo territorio, articolo di Sergia Jessi, Rivista di storia arte cultura, n° 175, giugno 2015, p. 54

Ritratti – Passaggi – Riflessioni, Catalogo della mostra personale tenuta a Padova presso la Galleria La Teca, 7 marzo – 31 marzo 2015

CRITICHE

Padova–Atene andata e ritorno. Identità in movimento non è semplicemente una mostra  di pittura ma il racconto per immagini di una vita: ricerca di senso dell’esistenza tanto da rendere il significante significato.

L’esposizione si snoda secondo un principio di circolarità della vita in cui  l’inizio è già raggiungimento e la fine il nuovo che avanza. Siamo accolti da un nudo dormiente che da subito implica l’indeterminazione fra sogno e realtà. Segue un enigmatico ritratto Ragazza con camicia azzurra dove la modella è chiusa entro un mondo interiore nel quale anche a noi è dato  accedere nella ricerca dell’ego perduto. Ora ci inoltriamo in una successione di stanze silenti connesse l’una all’altra, le porte e le finestre sono aperte in una concatenazione geometrica che ci conduce verso fondi luminosi. Il colore tendenzialmente monocromo si anima nelle più varie sfumature dal blu sino all’azzurro cielo, dal marrone sino al giallo girasole. Rari oggetti del quotidiano popolano questi ambienti, un’essenzialità senza sbavature in cui tutto parla dell’uomo.

Usciti all’aperto la veduta urbana colpisce per la sua sostanzialità, case, palazzi, torri sono puri volumi che si compenetrano l’uno nell’altro. La presenza umana è suggerita da antenne televisive, vasi con piante, tende da sole. La luce del meriggio è calcinante ed elimina le ombre. Un cromatismo del silenzio e dell’interiorità. Sicuramente un richiamo a cogliere l’essenza dell’essere là dove la bellezza non è fine a se stessa ma è virtù e verità. Questa è la Grecia di Paola Caenazzo fin dall’antichità culla del pensiero umano.

Il ritorno in Italia dopo la lunga riflessione greca è recupero delle proprie radici, immersione nella vita popolare della sua terra, confronto tra memoria e contemporaneità.

Padova vanta una storia ultramillenaria e ha mantenuto intatti molti luoghi tra cui Piazza delle Erbe, dei Frutti, dei Signori fra loro strettamente connesse e lo stupendo Prato della Valle; ha conservato il duecentesco Palazzo della Ragione che all’esercizio della giustizia univa nei piani sottostanti la vendita di ogni tipo di prodotti e la presenza di officine e laboratori esclusivi, l’Università il cui motto è “Universa Universis Patavina Libertas“, La Specola che ci riporta al “mirar le stelle” di Galileo Galilei, le grandi Abbazie e Basiliche: S.Antonio, S.Giustina, il Carmine.

L’artista ribadisce il concetto di viaggio ponendo il primo contatto con Padova alla ferrovia In limine resa con una serie di linee orizzontali che comunicano un forte senso di smarrimento e mancanza di vita e da subito rinnega questa solitudine con il dipinto Fruttivendolo cavalcavia Arcella. Uno straordinario tripudio di fiori, frutta, uomini al lavoro, insegne. Nasce, così, il ciclo di dipinti sul caotico mondo dei mercati, sullo sfavillio delle vetrine dei nuovi negozi, sull’arcana seduzione delle vecchie botteghe.

Persino la pennellata pare danzare sulla tela ora in piccoli tocchi, ora in strisciate decise, ora in placche iridescenti. Il colore è limpido, cantante, i rapporti cromatici raffinatissimi. Il ciclo delle botteghe del centro storico incanta, perché unisce passato, presente, futuro e per il continuo gioco di riflessi delle vetrine in cui l’esterno entra all’interno e viceversa.

Accanto a tanta frenesia e vitalità, apparentemente spensierata, con sapienza compaiono opere di forte valenza spirituale in cui il paesaggio urbano: Carmine, Ponte S.Agostino, via Cavazzana, Prato della Valle si ammanta di morbide ombre colorate che paiono emanare armoniche sonorità.

La mostra chiude con l’autoritratto, quasi una firma, ed alcuni ritratti di sofferta introspezione.

Tracce di vita, finzione o realtà, distacco o condivisione? L’invito al dialogo  è rivolto a tutti.

Sergia Jessi, critica d’arte, Recensione al catalogo della mostra PadovaAtene andata e ritorno. Identità in movimento, marzo 2018

La valorizzazione degli artisti del territorio contribuisce ad animare e rendere vivace la vita culturale cittadina.

Diamo voce, alle Scuderie di Palazzo Moroni, a Paola Caenazzo, artista padovana, interprete contemporanea dalla pittura essenziale e riflessiva che, attraverso personaggi e luoghi, narra del suo mondo interiore.

Come recita il titolo della mostra “Padova – Atene andata e ritorno. Identità in movimento” il filo conduttore dell’esposizione è il viaggio, un viaggio in Grecia alla ricerca della propria identità di artista e di donna, che la riporta al punto di partenza, alle sue origini.

Ecco dunque la resa dei luoghi più tipici e caratteristici della vita cittadina, le piazze, le bancarelle, i portici, i luoghi della spiritualità che ci restituiscono scorci di una ritrovata vitalità in grado di incantare nella sua quotidianità.

Ci auguriamo che la mostra sia accolta con favore dal pubblico.

Sergio Giordani, Sindaco di Padova

Andrea Colasio, Assessore alla Cultura                                          

Le due città in pittura di Caenazzo

A Padova nelle Scuderie di Palazzo Moroni si è inaugurata la personale di Paola Caenazzo “Padova – Atene andata e ritorno. Identità in movimento” racconto per immagini della sofferta ricerca del significato recondito dell’esistere. L’artista, formatasi alla scuola di pittura di Iorgos Rorris ad Atene, ci invita a compiere un viaggio tra Atene e Padova ripercorrendo le traiettorie spaziali ed emozionali attraverso le quali la sua pittura prende vita e si trasforma. Non è tanto attratta dalla figura fisica, dal personaggio (sebbene siano esposti alcuni pregevoli ritratti) ma da ciò che lo circonda, dagli oggetti del qutidiano, dalle tracce del suo passaggio. La luce stessa è strutturante ed Atene è il luogo del mito in cui la bellezza non è fine a se stessa ma è virtù e verità.

Il ritorno a Padova dopo la riflessione greca è recupero delle proprie radici, immersione nella vita popolare della sua terra, confronto tra memoria e contemporaneità. Ecco i grandi Palazzi stroici, le Abbazie, le Basiliche, le straordinarie Piazze. Nasce così il ciclo di dipinti sul caotico mondo dei mercati, sullo sfavillio delle vetrine dei nuovi negozi, sull’arcana seduzione delle vecchie botteghe. Persino la pennellata pare danzare sulla tela ora in piccoli tocchi, ora in strisciate decise, ora in placche iridiscenti. Tracce di vita, finzione o realtà? L’invito al dialogo è rivolto a tutti.

Corriere del Veneto, 11 marzo 2018

PREMIO ARTE LAGUNA TENDENZE E GIOVANI IN MOSTRA A VENEZIA

La moschea “all’aperto” di Alimzhan Zhorobaev, il totem di ombrelli di Pola Bluu per rivendicare i diritti delle donne, i piatti di porcellana di Chantal Zakari per ricordare la caccia all’attentatore della maratona di Boston, i tre pigiami a righe colorate appesi di Izabela Maciejewska per una riflessione sull’Olocausto. Intuizioni, testimonianze, tendenze. Una panoramica non convenzionale sull’arte contemporanea nella mostra dei finalisti dell’ “11°  Premio Arte Laguna” a Venezia. Fino al 9 aprile (ingresso libero) alle Nappe dell’Arsenale pittura, fotografia, scultura e installazioni, land art, video arte e performance, mentre il Tim Future Centre a Rialto ospita arte virtuale e grafica digitale. Scelte da una giuria internazionale presieduta dal curatore della rassegna Igor Zanti, 125 opere da 41 Paesi e 6 vincitori. Ritorno alla figurazione, iperrealismo e lo spirito di Bacon che aleggia in molti lavori pittorici, a cominciare dal vincitore della sezione Elias Pena Salvador; la solitudine è nelle tele di Paola Caenazzo e Géza Ricz o negli scatti di Marìa Gabriela Chirinos sulla vecchiaia, vincitrice per la fotografia. Nelle altre sezioni i grandi temi socilai, dalla guerra ai flussi migratori e discriminazioni di genere. Riti e tradizioni nei delicati veli dellàinstallazione vincitrice di Elena Bertuzzi & Laure Chatrefou. Premiati anche Branko Stanojevic & Milena Strahinovic (land art), Eliza Soroga (performance) e Hill Kobayashi (arte virtuale).

Corriere del Veneto (Vicenza e Bassano), 28 Marzo 2017

PAOLA BLUE

Da Perugia, Padova o Firenze fino ad Atene e ritorno, Paola Caenazzo ha fatto –e continua a fare- il viaggio della sua vita, fra persone che l’hanno abbracciata e ammirata, l’hanno amareggiata o adorata, come amica, come donna, come figlia e sorella. Ha così formato una particolare identità personale, e insieme una preziosa alterità per noi, che attraversa tutta la gamma di esperienze e di sentimenti, dall’estraneamento alla familiarità, dall’amore al disincanto, dalla fatica alla creatività, dalla malinconia fino al risollevamento e alla gioia di vivere.

   Non so che relazione abbia tutto questo con le sue opere, neppure in cosa consista la loro quieta, come non causata (direbbe la Dickinson), bellezza. Penso soltanto che dal nord Italia  al sud della Grecia Paola ha conosciuto una luce che ha impresso, prima e anzitutto, nelle sottili e ricche sfumature del blu: dal celeste al turchino e dal verde giada all’indaco o al violetto. Questi riflessi, che dominano con discrezione la sua tavolozza, si nascondono dentro gli oggetti dei suoi dipinti (in una bottiglia o in una lampada a petrolio, su un lenzuolo, un vestito o un infisso), si dipanano intorno alle figure e agli oggetti  (su un muro, una tovoglia, uno scaffale), si alzano sopra e in mezzo a loro (in un cielo oltre il mare o sopra gli edifici della città). Al di là dei suoi eventuali riferimenti artistici, questa particolare sottolineatura intesse, potremmo dire, la luce del paesaggio naturale e urbano greco con i toni e i chiaroscuri più profondi, interiori, del nord italiano.

    Paola è così una di quelle rare persone poliedriche, i “mediterranei di nascita” che, come diceva Nietzsche, “sanno amare nel nord il sud e nel sud il nord”. Forse per questo i suoi passaggi segreti e i suoi riflessi azzurri ci aiutano ad aprire gli occhi e l’anima sul nostro stesso mondo.

Kostantinos Livieratos, saggista, editore, Atene, febbraio 2015

PAOLA CAENAZZO

    Paola Caenazzo è stata presente a Padova nel marzo scorso con una personale alla Galleria La Teca di corso Umberto I. L’artista, nata a Perugia, è vissuta a Treviso, Padova, Firenze dove si è laureata in Filosofia. Ha vissuto a lungo ad Atene, allieva di Iorgos Rorris, è stata cofondatrice dell’atelier di pittura To Simeio (Il Punto).

   Usa come forma espressiva il figurativo che implica l’osservazione del fenomenico che ci circonda. Non si tratta di un’osservazione di superficie, neppure di un’osservazione distaccata ma piuttosto di un dialogo profondo capace di trasformare l’apparente in riflesso della propria interiorità. Sono dipinti coinvolgenti. Ciò che appare allo sguardo è raffinato, accattivante, appartiene al nostro vissuto tanto da condurci ad una meditazione sul significato della vita.

   La mostra titola “Ritratti passaggi riflessioni”. Paola Caenazzo tratta con la stessa maestria il ritratto, il nudo, la veduta, l’interno, la natura morta. Sono silenti presenze che catturano lo sguardo in forza di un colore sontuoso, intriganti per la curiosità che suscitano, enigmatiche nella loro decifrazione. Le figure, i paesaggi, gli arredi, gli oggetti sono impronte, indizi, ricordi che raccontano storie idealmente intrecciate alle nostre. Lo stesso cromatismo, che poco indulge alla solarità mediterranea, è modulato su registri bassi, talvolta è quasi monocromo sottolineando il sofferto intimismo di queste opere.

Sergia Jessi, Padova e il suo Territorio,Rivista di storia arte cultura, anno XXX, n. 175, giugno

LA PITTURA INTIMISTA DI PAOLA CAENAZZO

Paola Caenazzo espone a Padova con una personale alla Galleria La Teca, c.so Umberto I, 56 dal 7-3 al 31-3-2015.  L’artista, nata a Perugia, è vissuta a Treviso, Padova, Firenze dove si è laureata in Filosofia.  Ha vissuto a lungo ad Atene, allieva di Iorgos Rorris, è stata cofondatrice dell’atelier di pittura To Simeio (Il Punto).

Usa come forma espressiva il figurativo che implica l’osservazione del fenomenico che ci circonda. Non si tratta di un’osservazione di superficie, neppure di un’osservazione distaccata ma piuttosto di un dialogo profondo capace di trasformare l’apparente in riflesso della propria interiorità. Sono dipinti coinvolgenti. Ciò che appare allo sguardo è raffinato, accattivante, appartiene al nostro vissuto tanto da condurci ad una meditazione sul significato della vita.

La mostra titola “Ritratti passaggi riflessioni”. Paola Caenazzo tratta con la stessa maestria il ritratto, il nudo, la veduta, l’interno, la natura morta.  Sono silenti presenze che catturano lo sguardo in forza  di un colore sontuoso, intriganti per la curiosità che suscitano, enigmatiche nella loro decifrazione.  Le figure, i paesaggi, gli arredi, gli oggetti sono impronte, indizi, ricordi che raccontano storie idealmente intrecciate alle nostre. Lo stesso cromatismo, che poco indulge alla solarità mediterranea, è modulato su registri bassi, talvolta è quasi monocromo sottolineando il sofferto intimismo di queste opere.

Sergia Jessi Ferro, critica d’arte

Quanti amano la pittura e con lei hanno speso un po’ di tempo nella solitudine di un museo e nel prezioso silenzio che la pittura esige per svelare la sua bellezza, questi dunque, ma anche quanti dipingono, sicuramente si soffermeranno attenti a godere le opere di Paola Caenazzo.

E quando avranno visto e sentito il palpito delle opere, la loro melodia e gentilezza, non potranno che pensare all’autore e a ciò che lo muove. Immaginare quest’antichissimo ripetersi dell’azione pittorica. Gli occhi vedono, sfiorano, indagano, e la mano pian piano configura la mappa segreta del quadro. Leviga un ruvido passaggio, raddrizza una verticale, accentua un contrasto, sottolinea un’ombra e chiede al mondo di svelargli i  misteri che lo rendono tanto bello. La pittrice seduta o in piedi vede davanti a sé e intraprende il ritratto di ciò che vede. E ciò che vede, o, meglio, ciò che di quest’esperienza riesce a lasciare sulla tela, non può essere, potenzialmente, che il ritratto di se stessa. E’ la sua traccia, la sua testimonianza ed è davvero preziosa per noi, perché è sincera, perché dice la verità sulla sua persona, e la verità di Paola a noi svela anche le affinità elettive della pittrice. Sentiamo presenti lo spirito di Giorgio Morandi, ma anche i maestri della Natura Morta Olandese. Per via della sua origine e della sua lingua, Paola eredita l’immensa cultura della sua patria. Cultura vasta e incommensurabile. C’è chi l’affronta con timore reverenziale, chi la sente come sostegno.

Grazie alla fortuna che ho avuto d’ incontrarla e  di scambiare con lei per alcuni anni pensieri e idee sulla pittura, ma ancor più in ragione dell’indubbia verità delle sue opere, ritengo che la bellezza dell’Arte Italiana  costituisca per lei un sostegno prezioso che  la incoraggia costantemente a continuare.

Iorgos Rorris, artista, Atene, febbraio 2015

Ritratti-passaggi-riflessioni, grazie a una pittura basata su colori e tonalità scure, cariche e nello stesso tempo leggere, trasparenti, limpide. Attraverso il trattamento cromatico Paola Caenazzo riesce a penetrare nell’intimo dei suoi personaggi e conferire profondità ai suoi oggetti e paesaggi. Le sue rappresentazioni rispecchiano la sua interiorità – perfino i suoi oggetti alludono all’esistenza di una loro propria personalità, quasi fossero animati di una vita propria. In modo inequivocabile i ritratti, le scene e gli oggetti di Caenazzo trasmettono una particolare emotività immediatamente percepibile dai loro spettatori.

Antonis Zivas, docente di fotografia, Università dello Ionio – Dipartimento di Arti Audiovisive, Corfù, febbraio 2015